Identifying reading emotions
Di cosa parla?
L’articolo esamina l’espressione delle emozioni suscitate dalla lettura. Per farlo, analizza alcune decine di lettere inviate da lettori e lettrici francofoni che desideravano partecipare a un celebre premio letterario nazionale, il Prix du Livre Inter. In queste lettere, i candidati raccontano le origini della loro passione per la lettura, i motivi che li spingono a leggere appena hanno un momento libero e le loro letture più memorabili. L’autrice dello studio ha annotato a mano, utilizzando una piattaforma dedicata, le espressioni emozionali legate alla lettura (che vanno da “adoro i personaggi dal carattere deciso” a “lo stile di scrittura è stato una delusione”), confrontando poi i suoi risultati con quelli derivanti dall’analisi computazionale del corpus più ampio da cui sono state tratte le lettere.

Che cosa emerge?
I risultati dell’analisi manuale e computazionale permettono di formulare alcune ipotesi sulla natura particolare dell’esperienza emozionale vissuta da chi legge. In primo luogo, emerge che i lettori e le lettrici attribuiscono un’importanza capitale alla capacità che un libro (e in particolare un romanzo) ha di emozionarli: un libro che non emoziona è un libro che non merita di essere letto. I lettori e le lettrici instaurano così un vero e proprio dialogo con il libro, nel quale investono tempo, aspettative, emozioni ed esperienze e dal quale si aspettano di ricevere altrettanto. Si osserva inoltre che il ventaglio delle emozioni provocate dalla lettura è amplissimo (gioia, ammirazione, tristezza, disgusto, rabbia…), cosa che dimostra la ricchezza e la complessità emozionale di questa esperienza. Infine, si nota che molti lettori si interrogano sulle cause delle loro emozioni, dividendole essenzialmente in due grandi categorie: quelle suscitate dalla situazione raccontata (i personaggi, i luoghi, la trama) e quelle suscitate dalla maniera in cui essa è raccontata (lo stile di scrittura, la struttura del testo, il rispetto o meno dei codici del genere letterario). Le prime hanno a che vedere soprattutto con le esperienze di vita dei lettori e delle lettrici, che ritrovano nel libro l’eco di qualcosa che conoscono, temono o desiderano nella realtà. Le seconde hanno a che vedere soprattutto sulle conoscenze ed esperienze artistiche e letterarie. Le emozioni provate – suggerisce dunque l’autrice – dipendono sempre dal valore che i lettori e le lettrici attribuiscono a questi diversi aspetti del libro.
Perché è interessante?
L’articolo propone di analizzare in modo empirico – ovvero basandosi direttamente su testimonianze di lettori e lettrici – un oggetto di studio ancora molto opaco: le emozioni suscitate dalla lettura. In effetti, tradizionalmente, la teoria letteraria si è basata su modelli teorici astratti per studiare la ricezione dei testi, “dimenticando” un po’ l’esperienza di lettori e lettrici “reali”, e quindi trascurando le reazioni emozionali e il modo in cui esse influenzano l’interpretazione, la comprensione e il giudizio. Altre discipline, su tutte la psicologia e le scienze cognitive, offrono oggi strumenti metodologici e teorici essenziali per studiare le emozioni, ma mancano di concetti adatti a definire e comprendere quelle suscitate dalla lettura. È solo creando dei ponti interdisciplinari, suggerisce l’autrice, che la nostra comprensione di questa esperienza e dei suoi effetti potrà avanzare.
